venerdì 6 dicembre 2013

RISATE DI GIOIA torna al cinema


L'unico incontro cinematografico tra Anna Magnani e Totò rivivrà nelle sale. Infatti la pellicola diretta da Mario Monicelli nel 1960, RISATE DI GIOIA, unico film dove i due grandi attori hanno lavorato assieme (ma spesso in coppia nel teatro di rivista), tornerà dal 9 dicembre al cinema in una nuova versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. RISATE DI GIOIA non è certamente il capolavoro di Monicelli, ma possiamo considerarlo una buona commedia, colorata e al tempo stesso amara, ottima satira della società italiana vista attraverso gli occhi dei due protagonisti, lei generica di Cinecittà, lui attore di terz'ordine. E la Magnani e Totò hanno saputo regalarci attraverso le loro interpretazioni questi due fantastici personaggi, sbandanti ma pieni di umanità, che si sono subito scolpiti nella storia cinematografica italiana. Ecco una scena del film in attesa del ritorno al cinema.


giovedì 5 dicembre 2013

In dvd I GIORNI DELLA VENDEMMIA


Per coloro che se lo fossero perso al cinema, è ora disponibile in dvd una delle sorprese cinematografiche italiane di queste ultimissime stagioni. Il piccolo film in questione è I GIORNI DELLA VENDEMMIA di Marco Righi. Una bellissimo racconto ambientato nella campagna emiliana del 1984, in cui l'universo giovanile e i primi amori sono avvolti nella cultura di quegli anni in quelle splendide terre, in un conflitto tra marxismo e cattolicesimo. Una storia vera e poetica che riprende nella struttura e nella narrazione il più alto cinema "olmiano". Ecco il trailer del film.

LUNCHBOX



Una donna prepara tutti i giorni il pranzo per suo marito al lavoro. Per ravvivare il rapporto, inserisce dei biglietti con messaggi piccanti e avvolge tutto in un lunchbox. Consegnato a colui che glielo porterà, non sa che il pranzo viene scambiato e i suoi messaggi finiscono ad un'altra persona... Questa la storia del film indiano "LUNCHBOX" di Ritesh Batra. Un racconto epistolare e romantico, leggero e gradevole, in cui l'intreccio di sentimenti, intimità, pathos e destino tengono alta la narrazione. Bollywood non ha nulla da invidiare alla buona commedia  europea e americana. Ecco il trailer del film, al cinema dal 28 novembre.

RUMORI FUORI SCENA

- RITA DALLA CHIESA. Il suo programma su La7 sembra ufficialmente cancellato. La giornallista porterà Umberto Cairo e la rete in tribunale (non a "Forum").

- DeAKIDS. Tra i nuovi programmi "Anastasia love dances" in cui la ballerina di "Ballando" per mantenere una scuola di danza venderà tutorial, a metà strada tra serie e varietà. Ed inoltre "Verdi a modo mio", in cui l'ex "Amici" Filippo Matteo Marchionni con i Moderni di "X-Factor" come coach aiuteranno i ragazzi a rielaborare un'opera lirica.

- MISTERO. Elenoire Casalegno sostituisce nella nuova edizione Lucilla Agosti in maternità.

- SANREMO 2014. Si aggiungono i nomi di Annalisa, Il Cile. Britti con Bianca Atzei, Edoardo Bennato, Elhaida Dhani e Mango. Grignani non ci sarà.

- ANTONELLA ELIA. Assieme a Paolo Conticini sarà commentatrice di "Superbrain" sempre condotto da Paola Perego.

- PAOLO BONOLIS. Prossima stagione di nuovo in Rai?

- BENEDETTA PARODI. Dopo "Bake Office Italia", sarà su Real Time con un programma quotidiano di cucina dalla durata di mezzora. Titolo "Molto bene!".

- ALESSANDRA AMOROSO. Nuova coach di "Amici" al posto di Emma?

- L'ISOLA DEI FAMOSI. Possibile trasloco su Canale 5? Intanto Emanuela Folliero si candida come conduttrice.

- ROMANZO CRIMINALE. Diventerà una serie americana con il creatore di "Spartacus".

- ORANGE IS THE NEW BLACK. La serie sbarcherà su Rai4.

- PERCEPTION. La serie con Erik McCormack (Will di "Will & Grace") sarà su Raitre da gennaio.

- WISDOM. E' il titolo della nuova serie drama-mistery della Abc. Ancora top secret il cast.

mercoledì 4 dicembre 2013

Non è aria di FRESH-REMAKE


Ci sono tre ondate americane sulla scrittura di serie televisive. La prima assai originale che raccoglie interessanti risultati, quali "Dowtown Abbey", "Orange is the new black", "American Horror Story", "Revenge" per citarne alcune. Storie nuove o "liberamente tratte" con rivoluzioni nella sceneggiatura o grande spirito di inventiva.
L'altra è quella più facile del remake. Poche idee ma una sicura ripresa della storia di una serie di alcuni decenni fa, riambientandola ai giorni nostri. Un caso può essere "Hawaii Five-O", ma dobbiamo dire che questa nuova versione ha credibilità e appeal. Meno fortunate gli anni scorsi i rifacimenti di "Dragnet", "Kojack", o "Melrose Place", pur spostando l'arco temporale, facendo misteriosamente tornare in vita personaggi defunti nella serie madre o cambiando il colore al protagonista. Oppure "Visitors", abbastanza inosservata poichè senza l'anima dell'originale. Esperimenti che se usati con intelligenza avrebbero potuto funzionare.
E ora invece spunta il nuovo caso, il remake di una serie conclusa da pochi anni. La prima è "La signora in giallo", serie terminata qualche anno fa e con la nuova protagonista interpretata da Octavia Spencer (con un Angela Lansbury poco convinta del progetto da cui prende le distanze). Poi si è parlato di "Streghe" con l'inevitabile insurrezione dei fans e di alcune protagoniste della serie originale. E addirittura di "Willy il principe di Bel Air". Per non parlare di eventuali spin-off, come quello di "E alla fine arriva mamma", dove le dinamiche dei protagonisti cambierebbero ben poco. Ma la nuova generazione di sceneggiatori ha così poca inventiva? Non capisce che lo spettatore ha ancora nel cuore la serie originale visto che è da poco conclusa? Il fresco usato porta forse facile profitto senza sudore?
Eppure ci sarebbero serie più antiche da rispolverare, e che potrebbero avere maggiore successo. Un esempio? "Cuore e batticuore", la serie giallo-rosa anni '70 con i detective moglie e marito (già sulle orme del film "The thin man" del 1934). Ai giorni nostri e con un ritocco alla sceneggiatura sarebbe un successo, perlomeno una storia che le nuove generazioni non ricordano senza andare a stuzzicare una recente produzione intoccabile nelle loro menti.
Ma per quanto riguarda il "fresh-remake" (vogliamo chiamarlo così) noi ci opponiamo fermamente. A questi intoppanti rifacimenti una sola tirata di sciacquone non basta.

martedì 3 dicembre 2013

I CINEGIORNALI LUCE su Dailymotion


I CINEGIORNALI LUCE che hanno fatto la storia del costume italiano sono ora disponibili su Dailymotion. Sul nuovo canale Istituto Luce Cinecittà è disponibile gratuitamente un catalogo di oltre cinquemila video dell'Archivio dei cinegiornali originali, grazie all'accordo tra la storica istituzione cinematografica e la piattaforma multimediale. Un vasto materiale storico che raccoglie cinema, cultura, varietà, moda, arte e sport. Per avere accesso basta collegarsi a www.dailymotion.com/LuceCinecitta.

MARIELLA LOTTI


   MARIELLA LOTTI, pseudonimo di Anna Maria Pianotti, nasce a Busto Arsizio nel 1921. Decisa a fare l'attrice, sulle orme della sorella maggiore Carola già nello spettacolo, si trasferisce a Roma a soli sedici anni dove prende lezioni di recitazione da Teresa Franchini e viene poi ammessa al Centro Sperimentale di Cinematografia. Ottenuto il diploma viene notata dal regista Mario Bonnard che la fa debuttare nel 1938 in un piccolo ruolo nel suo film "Jeanne Doré", e la richiama l'anno successivo (anno in cui compare anche ne "Il socio invisibile" di Roberti) per "Io, suo padre" e nel 1940 per "Il ponte dei sospiri". Sempre nel 1940 lavora come comprimaria ne "La figlia del Corsaro Verde" di Guazzoni, ma i ruoli da coprotagonista nello storico "Kean" di Brignone, nel drammatico "Il signore della taverna" di Palermi e nel poliziesco "L'ispettore Vargas" di Franciolini la mettono in luce. Nel 1941 è in coppia con Amedeo Nazzari in due film di botteghino, l'avventuroso "Il cavaliere senza nome" di Cerio e la commedia "I mariti" di Camillo Mastrocinque, e ritrova Bonnard in un altro film in costume, "Mario Visconti". Dotata di grande bellezza e fotogenia, non tarda ad apparire nelle più popolari riviste cinematografiche del tempo, amata dal pubblico e richiesta dal cinema  A consacrare le sue doti artistiche è il film "Fari nella nebbia" (1942) di Gianni Franciolini, in cui recita accanto a Fosco Giachetti; una storia torbida ma che risalta la sua recitazione e la sua presenza scenica nonostante il ruolo non del tutto positivo. Il film ha grande successo di critica e di pubblico, e la Lotti dimostra la sua maturità artistica nel passare brillantemente da un ruolo algido in costume a quello più spensierato e moderno, dai toni di commedia a quelli drammatici. Sempre nel 1942 è richiesta da numerosi registi, come Brignone, con cui gira "Turbamento" e "La Gorgona", Sava in "Squadriglia bianca" e Malasomma in "Acque di primavera", pellicola di successo in cui fa coppia con Gino Cervi. Nel 1943 seguono altri importantissimi film: ricordiamo "Mater Dolorosa" di Gentilomo, "Silenzio, si gira" di Brignone e "Quelli della montagna" di Aldo Vergano, in cui ritrova Nazzari e inizia un sodalizio artistico con il regista Alessandro Blasetti (qui sceneggaiatore). Infatti è sempre Blasetti a volerla nello stesso anno fra le sette attrici protagoniste (con Valentina Cortese, Elisa Cegani, Doris Duranti, Maria Denis, Dina Sassoli e Maria Mercader, tutte dive di quegli anni) di "Nessuno torna indietro", splendida e insolita pellicola corale. Ma il 1943 è anche l'anno in cui inizia la sua migliore interpretazione, quella della tormentata Nicoletta nel film "La freccia nel fianco" di Alberto Lattuada; la lavorazione si interrompe causa vicende belliche per proseguire l'anno dopo e poi uscire nel 1945; grande successo e ora fra le pietre miliari del nostro cinema. Con la guerra ha occasione di girare solo tre pellicole: "Il fiore sotto gli occhi" e "Canto ma sottovoce", entrambi di Brignone, e uno degli episodi de "I dieci comandamenti" di Chili. Subito dopo il conflitto mondiale la Lotti decide di alternare il palcoscenico al cinema; in teatro, fra i registi con cui lavora, c'è Luchino Visconti che la dirige in "Delitto e Castigo"  nel 1946 e "Vita col padre" l'anno successivo. Il suo rientro al cinema è sempre nel 1946 con il suo amico Blasetti in "Un giorno nella vita", toccante film in cui recita con Nazzari, Massimo Girotti, Elisa Cegani e Dina Sassoli. Nello stesso anno è sempre accanto a Nazzari ne "Il cavaliere del sogno" di Camillo Mastrocinque, mentre nel 1947 interpreta quattro importanti pellicole: il drammatico "Malacarne" di Mercanti", il poliziesco "Fumeria d'oppio" di Matarrazzo, il classico "I fratelli Karamazzoff" di Gentilomo ed è la fatina nel fantastico "Le avventure di Pinocchio" diretto da Guardone. Tra il 1948 e il 1950 dirada le sue interpretazioni cinematografiche, forse non trovando più ruoli adatti a lei. E' comunque presente in alcuni film d'avventura e in commedie brillanti, tra i quali spiccano "Arrivederci, papà" di Mastrocinque, "Guarany" di Freda, "Il diavolo in convento" di Malasomma e "E' più facile che un cammello" di Zampa, dimostrando le sue ottime e mantenute qualità recitative. In questi anni anni continua con il teatro, che calca per l'ultima volta nel 1950 in "Addio giovinezza" di Nino Oxilia. L'anno successivo gira "Gli innocenti pagano" di Capuano e "Il capitano di Venezia" di Puccini, mentre nel 1952 appare in sei pellicole, tra cui ricordiamo l'ottimo "Processo alla città" di Zampa e l'internazionale "Naso di cuoio" di Yves Allégret. Dopodiché Mariella Lotti, con una carriera che ha percorso poco più che un decennio ma che l'ha posizionata tra le dive più richieste e adorate del periodo, decide di abbandonare il cinema, rifiutando in seguito le numerose proposte lavorative giunte negli anni. Moglie dell'industriale Alfredo Zanardo, preferisce al grande schermo il ruolo di moglie, madre e nonna ritirandosi a vita privata nella sua Busto Arsizio, dove muore nel 2006 all'età di 85 anni.